Il risparmio e la ricchezza rappresentano normalmente un mezzo per realizzare gli obiettivi di vita personali familiari, quali, ad esempio, gestire gli imprevisti, garantire una adeguata formazione ai figli o mantenere un accettabile tenore di vita al tempo del pensionamento. Le possibilità di raggiungere i nostri obiettivi o di espandere le nostre possibilità vitali dipendono in maniera significativa da come gestiamo ed organizziamo le nostre risorse. Le esperienze e le ricerche internazionali evidenziano che, generalmente, la maniera meno vantaggiosa di affrontare il tema è quella del "faidate"; infatti, facendo da sé si potrebbe, addirittura, compromettere la stabilità e lo sviluppo economico-patrimoniale futuro della nostra famiglia. Altrimenti, è necessario utilizzare competenze consulenziali professionali che possono permettere una organizzazione efficiente ed efficace delle risorse e soprattutto coerente con gli obiettivi personali. Ma come poter valutare la professionalità del consulente a cui rivolgersi? E a quale standard può far riferimento il consulente per acquisire un bagaglio professionale distintivo e consistente? Interrogativi di grande importanza, individuale e sociale. Ai quali la norma di qualità UNI ISO 22222 può fornire risposte chiare, efficaci ed esaurienti.
La norma di qualità è entrata a far parte del corpo normativo nazionale il 28 maggio 2008 e rappresenta l’adozione da parte dell’UNI, Ente Nazionale Italiano di Unificazione, della norma internazionale ISO 22222, rilasciata nel dicembre 2005, in seguito all’attività di una commissione di esperti e rappresentanti di 38 Paesi.(1) La norma ha l’obiettivo di definire un parametro di riferimento globalmente accettato per tutti coloro che forniscono un servizio professionale di pianificazione finanziaria economica e patrimoniale personale ai propri clienti. Il servizio di pianificazione, denominato dagli anglosassoni "personal financial planning", consiste essenzialmente nel supportare i clienti nella realizzazione degli obiettivi di vita propri e della sua famiglia, sull’intero ciclo di vita. Così, in sintesi, la norma specifica la metodologia della pianificazione nonchè i comportamenti etici, le competenze, l’esperienza professionale richieste agli operatori e descrive i vari metodi di valutazione della conformità, precisando i requisiti applicati a ognuno di essi. Più in particolare, in relazione agli aspetti tecnici, il processo di personal financial planning è costituito da almeno 6 fasi che possono essere percorse ripetutamente nel tempo. Il supporto al cliente si estende su tutte le necessità ed i bisogni della famiglia quali la tutela della sicurezza, l’investimento, l’indebitamento, l’immobiliare, il pensionamento e la fiscalità, che tuttavia devono essere analizzate, valutate e pianificate in maniera integrata. Inoltre nell’esecuzione del compito il consulente deve seguire precise procedure per rispondere compiutamente a tutte le richieste del cliente e lo svolgimento di ciascuna fase deve essere documentato per iscritto.
(1) - La norma internazionale ISO 22222 è stata elaborata dal Comitato Tecnico ISO/TC 222 ed il Segretariato è stato svolto dalla Germania (DIN). Tra parentesi è indicata la sigla dell’Ente di Normazione. I Paesi partecipanti alla produzione della Norma sono stati 17: Australia ( SA ), Austria ( ON ), Bulgaria ( BDS ), Canada ( SCC ), China ( SAC ), Colombia ( ICONTEC ), France ( AFNOR ), Japan ( JISC ), Korea, Republic of ( KATS ), Malaysia ( DSM ), Netherlands ( NEN ), Norway ( SN ), South Africa ( SABS ), Sweden ( SIS ), USA ( ANSI ), United Kingdom ( BSI ). I Paesi osservatori sono stati 20: Argentina ( IRAM ), Bosnia and Herzegovina ( BAS ), Botswana ( BOBS ), Costa Rica ( INTECO ), Egypt ( EOS ), Hong Kong, China ( ITCHKSAR ), India ( BIS ), Jamaica ( BSJ ), Kuwait ( KOWSMD ), Mauritius ( MSB ), Morocco ( SNIMA ), Poland ( PKN ), Russian Federation ( GOST R ), Serbia ( ISS ), Singapore ( SPRING SG ), Spain ( AENOR ), Switzerland ( SNV ), Trinidad and Tobago ( TTBS ), Turkey ( TSE ), Viet Nam ( TCVN ).
La Norma descrive il processo consulenziale che è costituito da almeno 6 fasi che possono essere percorse ripetutamente nel tempo. Tale caratteristica di "ricorsività" evidenzia che il processo consulenziale non ha un esito definitivo. Qui di seguito la struttura, laddove ciascuna fase può essere approfondita mediante una descrizione sintetica:
La Norma descrive un corredo di requisiti etici che necessariamente il Planner deve avere e dimostrare di mettere in pratica, in qualsiasi aspetto della propria attività quotidiana. L’etica professionale è riassunta in 10 principi ai quali deve ispirare il proprio comportamento:
In relazione ai requisiti di competenza, la Norma definisce una dettagliata "mappa" che identifica l’insieme strutturato di conoscenze, capacità e atteggiamenti necessari per l’efficace svolgimento di una attività di Personal financial planning. La "mappa" è articolata su diversi livelli cognitivi (conoscenza, comprensione, applicazione, analisi e valutazione) e vengono elencati i metodi che consentono la valutazione del grado di padronanza delle competenze, anche in relazione al loro mantenimento e sviluppo nel tempo. Per quanto riguarda il bagaglio di esperienze professionali, lo standard specifica sia le attività di costituzione dell’esperienza che le condizioni ed i requisiti della sua valutazione
L’attuale contesto di mercato e le recenti evoluzioni normative nel settore finanziario ed assicurativo, italiano ed europeo, evidenziano che la norma risponde ad una impellente necessità del nostro tempo. Ad esempio, essa può arricchire di contenuto tecnico la direttiva europea MiFID (Market in Financial Instruments Directive) in vigore dall'1 novembre 2007. Tale direttiva ha la finalità di armonizzare la disciplina che regola i comportamenti degli intermediari laddove introduce la consulenza finanziaria come nuovo servizio di investimento e ridisegna il sistema di tutela dell’investitore con precise regole di condotta, con l'obbligo di servire al meglio l’interesse del cliente e con una chiara disciplina del conflitto d’interesse. Così la UNI ISO 22222 può contribuire a:
Contributo di Fabrizio Fornezza, GfK Eurisko, Direttore Generale
Riassumendo in poche parole lo scenario di fronte al quale ci poniamo possiamo dire che: