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La necessità della Norma

L’attuale contesto di mercato e le recenti evoluzioni normative nel settore finanziario ed assicurativo, italiano ed europeo, evidenziano che la norma risponde ad una impellente necessità del nostro tempo. Ad esempio, essa può arricchire di contenuto tecnico la direttiva europea MiFID (Market in Financial Instruments Directive) in vigore dall'1 novembre 2007. Tale direttiva ha la finalità di armonizzare la disciplina che regola i comportamenti degli intermediari laddove introduce la consulenza finanziaria come nuovo servizio di investimento e ridisegna il sistema di tutela dell’investitore con precise regole di condotta, con l'obbligo di servire al meglio l’interesse del cliente e con una chiara disciplina del conflitto d’interesse.

Così la UNI ISO 22222 può contribuire a:

1. il raggiungimento degli obiettivi generali della MiFID, in quanto concorre a migliorare l’efficienza del funzionamento dei mercati, stimolare la competizione fra gli intermediari in un’ottica di miglioramento del servizio per i clienti ed innalzare il livello di tutela per la clientela che decide di sottoscrivere strumenti finanziari;

2. la concreta attuazione dei principi fondamentali che la MiFID intende applicare alle imprese che svolgono attività d’investimento, ossia l'agire in modo onesto, equo e professionale, per servire al meglio gli interessi del cliente, il fornire informazioni appropriate e complete che siano corrette, chiare e non fuorvianti, e l'offrire servizi che tengano conto della situazione personale del cliente.

In particolare, il contributo che la norma UNI ISO 22222 può fornire per una efficace applicazione della MiFID in Italia è duplice.
Da una parte può rendere consapevoli i consumatori dei propri diritti, delle proprie responsabilità e del ruolo attivo che dovrebbero assumere all'interno del processo consulenziale, laddove tale consapevolezza può consentire la discriminazione di comportamenti non professionali degli operatori e dunque alla loro marginalizzazione.
Dall'altra parte può fornire agli operatori ed alle loro organizzazioni una indicazione consistente circa i contenuti metodologico - tecnici del processo consulenziale che possono essere inscritti all'interno della cornice normativa dettata dalla MiFID. Infatti, a tal proposito, la definizione che la MiFID dà della consulenza è che tale servizio "consiste nella prestazione di raccomandazioni personalizzate al cliente, su richiesta del medesimo o ad iniziativa dell’intermediario, riguardo a una o più operazioni relative ad un determinato strumento/prodotto finanziario/servizio di investimento". Inoltre la tutela del cliente è assicurata dal fatto che l’intermediario può fornirgli soltanto raccomandazioni a lui "adeguate", laddove la valutazione preventiva dell’adeguatezza consiste in un giudizio attraverso il quale l’intermediario deve verificare che:

a) il cliente sia finanziariamente in grado di sopportare qualsiasi rischio connesso all’operazione o al servizio consigliato, compatibilmente con i suoi obiettivi di investimento;
b) l’operazione o il servizio consigliato corrispondano agli obiettivi di investimento del cliente;
c) il cliente sappia comprendere i rischi inerenti all’operazione o al servizio consigliati.

Dunque la convergenza delle indicazioni normative con il processo di pianificazione definito dalla norma UNI ISO 22222 è evidente sebbene la MiFID, naturalmente, non entri nel merito della questione specificando la metodologia di valutazione del grado di personalizzazione e di adeguatezza delle proposte. Ciò crea sia la necessità degli operatori di poter avere un valido orientamento metodologico - tecnico per sviluppare il proprio strumentario consulenziale che la necessità, da parte del mercato, di definire regole obiettive di riferimento per scoraggiare comportamenti scorretti di applicazione della normativa.